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© Franco Brignone |
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Nel X sec. d.C. nasce il
simbolo architettonico di Pantelleria: il dammuso, che si
evolverà nel tempo fino al XVII sec..
Quando il Mediterraneo diventa sicuro in seguito alla
cessazione delle incursioni corsare, gli abitanti, che prima
si erano concentrati in un unico agglomerato urbano difeso
dalla guarnigione militare del castello, si sentirono
finalmente liberi di espandersi sul territorio dell'isola
senza pericoli.
Nacquero nuovi insediamenti in corrispondenza delle zone più
fertili, diffondendo sul territorio la tipologia costruttiva
del dammuso.
Analizzando il modello con le conoscenze attuali si può
pensare che il dammuso sia stato progettato da ingegneri,
architetti ed ecologisti. Prima di tutto bisogna notare che
l'ubicazione tiene sempre conto degli aspetti morfologici
del terreno e inoltre la struttura esclusivamente in pietra,
ha permesso una costruzione perfettamente statica.
L'eccezionale spessore dei muri è necessario per assorbire
le spinte delle cupole, le quali sono rifinite da un impasto
di tufo rosso e calce battuto con mazze di legno per giorni,
fino a formare uno strato duro e impermeabile. La forma
particolare di questi tetti a cupola è stata concepita anche
per permettere la canalizzazione dell'acqua piovana verso le
cisterne,poste in prossimità del dammuso, senza perderne una
sola goccia. |
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Tratto da |
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Pantelleria
Architettura, agricoltura,
tradizioni contadine, gastronomia
Realizzazione a cura
dell’Assessorato al Turismo
del COMUNE di PANTELLERIA
Progetto e impaginazione grafica: Grazia Cucci
Testi: Fortunato Di Malta e Franco Brignone
Foto: Grazia Cucci, Hans-Dieter Welscher,
Pierangelo Pinna, Mario Valenza
Disegni: Franco Brignone, Grazia Cucci
Si ringraziano per la cortese collaborazione il Prof. Antonio
Valenza,
la Prof.ssa Angelina Rodo e lo Chef Francesco Errera
del Mursia e Cossyra Hotel
In copertina
foto di Grazia Cucci , Hans Dieter Welscher, Pierangelo Pinna. |
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