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Nel 1123 i Normanni sbarcarono a
Pantelleria per annetterla al Regno di Sicilia. Ad essi
si deve la costruzione del Castello.
I Normanni lasciarono pressoché immutata
l'organizzazione sociale, impiantata nel periodo arabo,
soprattutto per quanto riguardava la distribuzione delle
terre, per cui l'economia dell'isola, in genere, rimase
fondata sull'agricoltura.
Cambiò, quindi, la giurisdizione della comunità pantesca,
i musulmani rimasti sull'isola, infatti, non erano più i
padroni, ma gli inquilini di una terra, che da lì a poco
sarebbe passata sotto il governo cristiano.
Ai Normanni, e, successivamente agli Svevi, subentrarono
gli Angioini, che, anche a Pantelleria, si resero autori
di una serie di angherie e di una strangolante politica
fiscale.
Con gli Aragonesi comincia l'ampia parentesi spagnola,
durante la quale Pantelleria diventa Feudo e il Castello
viene ampliato per ospitare nuove milizie. Lo stabilirsi
del Regno cattolico di Spagna, e la caduta di Granada
nel 1492, portò ad un'improvvisa fine della
collaborazione con il potere musulmano africano.
Il Regno spagnolo determinò un nuovo flusso
d'immigrazione dalla Sicilia, dalla penisola, e dalla
Catalogna, oggi testimoniato dal nome delle famiglie
residenti: Valenza, Errera, Belvisi, Ferrandes. Nel
1713, Pantelleria con la Sicilia passò sotto il Ducato
dei Savoia, e, nel 1720, all'Austria, che ne resse le
sorti fino a quando, nel 1734, Carlo di Borbone venne
incoronato Re del Regno di Napoli e di Sicilia. |